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i-ese

i-ese: un’interfaccia uomo-macchina
Quasi tutte le persone che si dichiarano spaventate da un’aspettativa di vita di centinaia di anni hanno la stessa preoccupazione: la noia. Mentre, giorno dopo giorno, aumentiamo le nostre conoscenze sul mondo ed il nostro posto in esso, diventiamo sempre più intelligenti. Non solo: nel nostro mondo “globale” siamo ogni istante soggetti alla stimolazione massiccia da parte di un numero virtualmente infinito di stimoli diversi. Il risultato è che gradualmente sta diventando più difficile trovare il vero divertimento, qualcosa che sia “intelligente” come noi e che riesca a farsi notare, e dunque preferire, tra tutti i possibili input. Crediamo che le macchine avranno un ruolo chiave nell’allungare la nostra vita, non solo perché la loro mente ci aiuterà a capire la nostra, ma anche perché la loro intelligenza ci aiuterà a divertirci.

La prima cosa da fare per ottenere un tale risultato è ovviamente creare un linguaggio che ci permetta una comunicazione semplice, efficace, ma ricca con le macchine. E’ per questo che gli iLabs portano avanti un loro “linguaggio prototipo”, denominato i-ese, per l’interazione uomo-macchina. La peculiarità forse maggiore di questa lingua è il suo spirito “leibniziano”: invece della standard gerarchia di concetti del senso comune, l’i-ese adotta un approccio “bottom-up”, partendo dai mattoncini dell’Essere per arrivare poi al mondo dei nostri oggetti quotidiani. In altre parole, sfruttando un framework di base che rappresenta l’”Universo”, l’i-ese costruisce in modo combinatorio nuovi concetti complessi a partire da concetti più semplici.